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La devozione all'Amore Misericordioso

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   Punto di partenza dell’amore misericordioso è Gesù il Cristo: Egli è «un segno particolarmente leggibile di Dio che è amore» (Dives in Misericordia, DM n. 3), un amore che non è teorico, astratto, ma abbraccia l'uomo concreto, con tutto ciò che fa parte della sua umanità. Il manifestarsi dell'amore di Dio per l'uomo, nell'ambito soprattutto delle sue difficoltà e della sua povertà, viene chiamato «misericordia». La misericordia fa ritornare l'uomo «alla verità su se stesso» e si fonda «sulla comune esperienza di quel bene che è l'uomo, sulla comune esperienza della dignità che gli è propria» (DM n. 6).

La rivelazione biblica della misericordia raggiunge la sua  pienezza nel mistero pasquale. Il Cristo crocifisso mostra l'amore presente nel mondo, svela che l'amore misericordioso del Padre è più potente di ogni male, in cui sono coinvolti l'uomo, l'umanità, il mondo: «La croce è il più profondo chinarsi della divinità sull'uomo e su ciò che l'uomo – specialmente nei momenti difficili e dolorosi – chiama il suo felice destino. La croce è come un tocco dell'eterno amore sulle ferite più dolorose dell'esistenza terrena dell'uomo». (DM n. 8)
Nella risurrezione l'amore misericordioso, che nella passione e nella croce si rivela più forte del male, si manifesta più potente della morte. Quest’ultima è la miseria più radicale, nella quale non si può far nulla se non viene qualcun altro a portarci fuori. Gesù è il primo che ha conosciuto l’abisso totale della morte e ha conosciuto la totalità della misericordia e perciò è tutto misericordioso. Quando appare da Risorto dice “Pace a voi”, “Shalom”: Lui che ha ricevuto la suprema misericordia, non può che dare la pace che viene dalla misericordia, dall’essere misericordioso.

«In base ad un tal modo di manifestare la presenza di Dio che è Padre … Gesù fa della misericordia stessa uno dei principali temi della sua predicazione … Basta ricordare la parabola del figliol prodigo (Lc 15, 11-32), oppure quella del buon Samaritano (Lc 10, 30-37), ma anche - per contrasto - la parabola del servo spietato (Mt 18, 23-35). Sono molti i passi dell'insegnamento di Cristo che manifestano l'amore-misericordia sotto un aspetto sempre nuovo. È sufficiente avere davanti agli occhi il buon pastore, che va in cerca della pecorella smarrita (Mt 18, 12-14; Lc 15, 3-7), oppure la donna che spazza la casa in cerca della dramma perduta (Lc 15, 8-10)» (DM n. 3)
Il culto della divina misericordia si fonda quindi su una serie di  citazioni, con al centro la parabola del Figliol Prodigo, che mettono in evidenza come essa sia da intendere sostanzialmente nel senso di una speciale potenza dell'amore, che prevale sul peccato e sull'infedeltà del popolo eletto.

            Ma come è sorta la devozione all’amore misericordioso?

Quando diciamo devozione non intendiamo una serie di preghiere o novene rivolte a Dio o a qualche santo, quanto una dedizione che coinvolge tutta la persona, nel suo pensare e agire.

Nel seicento, in Francia, il Giansenismo aveva cominciato a diffondere nella Chiesa l'idea di un Dio grande, puro e lontano che l'uomo doveva avvicinarsi a Lui con timore e tremore.
Nel convento di Paray-Le-Monial il Signore si servirà di una umile suora per fa sentire la Sua voce con la quale l’umanità è richiamata a scoprire i segreti del Cuore di Cristo, di un Dio che desidera dare e ricevere amore in un rapporto libero.
La devozione al Sacro Cuore, si diffuse rapidamente coinvolgendo i fedeli e il Magistero pontificio.

Il Sacro Cuore è il centro più profondo della persona di Cristo, la fonte inesauribile del suo Amore Misericordioso.

Nella Roma del primo Ottocento san Vincenzo Pallotti si distingue per la passione con cui scrive e parla della misericordia di Dio nelle prediche, nelle confessioni, nell’assistenza agli infermi. Scrisse pagine appassionate per esaltare Dio, "l'impazzito di misericordia": "Dio mio, siete Misericordia infinita e la vostra misericordia si diffonde e risplende, dove maggiore è la miseria".

Altra grande figura con una grande devozione all’amore misericordioso è santa Teresa di Gesù Bambino di cui conosciamo la storia. Ricordiamo in particolare l’episodio del Natale del 1886 nel quale vive quella che lei chiama una "completa conversione" dove ha il superamento di quella fragilità emotiva seguita alla morte della mamma. Da quel momento ha inizio il suo cammino di santità che percorre dentro "la piccola via dell'infanzia spirituale" mettendo al centro di tutta la sua vita l'amore, la fiducia nella misericordia di Dio e la centralità della carità nella vita della Chiesa.

Nel XX secolo, tra le due guerre mondiali abbiamo un’altra santa che parla dell’amore misericordioso. Si tratta di sr. Faustina Kowalska, attraverso la quale Gesù ricorda a tutti che Dio è misericordia infinita e quindi è possibile sperare, trovare un rifugio sicuro contro l'angoscia individuale e collettiva nel suo Cuore, che vi è la possibilità di ricevere e dare perdono.
A santa Faustina , il Signore ripeteva: "Non voglio punire l'umanità soffe¬rente, ma desidero guarirla e stringerla al mio cuore".
Nel 1931 Gesù apparve a sr. Faustina con una veste bianca e con una mano alzata nel gesto di benedire e dal suo cuore si sprigionavano due raggi: uno bianco e uno rosso.  Sotto l'immagine la scritta: "Gesù, confido in Te!". È Gesù Risorto che elargisce agli uomini il suo amore misericordioso manifestato nei sacramenti della Chiesa.

Prima di lei, nel 1929, la beata Madre Speranza di Collevalenza, ha una visione nella quale le appare Gesù Crocifisso, prima di morire, nel momento che implora dal Padre il perdono per i peccati degli uomini.
«Tale Crocifisso riproduce il Cristo vivo nel momento della sua preghiera: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno" (Lc.23,34). Egli si offre al Padre mosso da un’infinita Carità come appare dal cuore, evidenziato con la scritta "Caritas"; dietro la croce ha l’ostia: il suo Amore crocifisso si fa Pane di vita per entrare e rimanere in noi, accompagnandoci nel cammino verso il Padre; sotto la croce il mondo sormontato dalla corona regale: Gesù è re dall’alto della croce, da lì attira tutti a Sé; sul mondo il Vangelo aperto dove si legge: "Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato" (Gv.13,34). Un’icona che riassume l’intero vangelo dell’Amore misericordioso» .
Madre Speranza, su indicazione del Signore, collaborò al lavoro con il p. Arintero, religioso domenicano, per far conoscere al mondo la devozione all'Amore Misericordioso. Il religioso domenicano nei suoi vari studi si era andato interessando sempre più a tale devozione e, negli ultimi anni della sua vita, ne divenne apostolo convinto e generoso, facendo stampare e diffondere migliaia di opuscoli e di stampe, tenendo conferenze e nella guida delle anime.
Madre Speranza collaborò con lui, divenendo poi lei stessa strumento per la diffusione di tale devozione, con la fondazione di una famiglia religiosa che ha come speciale missione quella di far conoscere alle anime del mondo intero l'Amore e la Misericordia del Signore verso il povero bisognoso e peccatore.

L'Enciclica "Dives in Misericordia" oltre a delineare in maniera limpida e trasparente, la dottrina che si riferisce all'Amore Misericordioso, fu vista come una conferma ufficiale di quella spiritualità che tante anime avevano vissuto e diffuso nella Chiesa: «La Chiesa vive una vita autentica, quando professa e proclama la misericordia - il più stupendo attributo del Creatore e del Redentore - e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del Salvatore di cui essa è depositaria e dispensatrice» (DM n. 8).

La storia della salvezza è storia di misericordia di Dio con gli uomini. Gesù è il segno più evidente della paterna tenerezza di Dio, che si china misericordiosamente sull'uomo debole, sofferente, malato. Il Crocifisso è l'icona dell'accoglienza di Dio nei nostri confronti ed è invito ad accogliere ogni nostro fratello, per amore come ci ha amato Lui:
È nell’amore misericordioso e nel perdono che si manifesta l’onnipotenza di Dio.

La Novena dell'Amore Misericordioso
Al fine di diffondere la devozione all'Amore Misericordioso, madre Speranza compose una Novena a Lui dedicata, in cui medita la preghiera del Padre Nostro. Ha scritto madre Speranza: «Non ho altro desiderio se non quello di vedere propagata e conosciuta in tutto il mondo la devozione all'Amore Misericordioso e mediante questa si dia molta gloria al Buon Gesù e alla Sua Chiesa».










Per il testo della novena
http://www.amormisericordioso.org/ws/it/madre-speranza/novena-all-amor-misericordioso.htm

Bibliografia
G. Ferrotti, Madre Speranza… pane e sorriso di Dio…, Edizioni L’Amore misericordioso, Collevalenza, 2007



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