Lettera Seconda - Clarisse Perugia

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Lettera Seconda

Storia > Lettere ad Agnese di Praga

1. Alla figlia del re dei re, all' ancella del signore dei signori, alla degnissima sposa di Gesù Cristo e per questo regina, la nobilissima signora Agnese, 2. Chiara, ancella inutile indegna  delle povere signore, salute, con l'augurio di vivere sempre in massima povertà.
3. Dico grazie all'elargitore della grazia, da cui si crede provenga ogni bene sommo eogni  dono perfetto, che ti ha  ornata di così numerosi  titoli di virtù e ti ha decorata con le  insegne di una così grande perfezione, 4. in modo che, fattati solerte imitatrice del Padre perfetto, meriti  ora di esser fatta da lui così perfetta che i suoi  occhi non  vedano in te neppure un  minimo che di  imperfetto.
5.In ragione di una simile perfezione,  il re stesso ti assocerà a lui  nell' etereo talamo dove siede glorioso su un soglio di stelle, 6. perché, tenendo a vile il fasto del regno terreno e sdegnando i vantaggi di nozze imperiali, 7. fatta emula della santissima povertà in spirito  di grande umiltà e ardentissima carità, hai calcato le orme di colui al quale meritasti  di essere congiunta in matrimonio.
8. Sapendoti carica di virtù, risparmiando sulle parole, non voglio caricarti di parole superflue, 9. anche se nulla ti parrà superfluo in parole dalle quali possa uscire qualche conforto.
10. Ma siccome una  sola cosa  è necessaria, di questa sola ti prego istantemente per amore di colui al quale ti sei offerta come vittima santa e gradita: 11. memore della tua decisione, come una seconda Rachele, con lo sguardo sempre rivolto al punto di partenza, ciò che hai in mano, tienilo stretto, ciò che stai facendo, fallo e non tralasciarlo, 12. ma con corsa spedita, passo leggero, piede sicuro, in modo che  i tuoi passi non sollevino polvere, 13. avanza sicura, gioiosa, vivace sul sentiero d'una pensosa felicità, 14. senza prestar fede né consensi a chiunque voglia sviarti dalla tua determinazione, o metterti sulla strada un ostacolo che t'impedisca di rendere all'altissimo le tue grazie in quella forma di perfezione alla quale ti chiamò  lo  spirito del Signore.
15. Quanto poi al punto d' un avanzamento sicuro sulla strada dei divini comandi, segui il consiglio del venerabile nostro padre,  il nostro fratello Elia, ministro generale, 16. che anteporrai ai consigli d' ogni altro, stimandolo più caro di qualsiasi dono.
17. Se poi qualcuno ti parlerà in altro modo  o ti suggerirà altra cosa che impedisca la tua perfezione o che ti parrà  contraria alla chiamata divina, pur dovendolo rispettare, non  seguire il suo consiglio, 18. bensì abbraccia vergine povera Cristo povero.
19. Vedilo fatto spregevole per te, e, fatta per lui spregevole in questo mondo, seguilo. 20. Quel tuo sposo bellissimo tra i figli dell'uomo, divenuto per la tua salvezza il più vile degli uominim spregevole, percosso flagellato più e più volte in tutto il corpo, moribondo fra le angustie della croce, guardalo, o regina nobilissima ma, consideralo, contemplalo, bramando di imitarlo.
21. Se lo compatirai, regnerai con  lui, se lo compassionerai, godrai con lui, se morirai con lui sulla croce delle tribolazioni, dividerai con lui le dimore eteree nello splendore dei santi, 22. e il tuo  nome sarà annotato nel libro della vita, destinato a essere glorioso in mezzo  agli uomini.
23. Per tutto ciò acquisterai per l'eternità e nei secoli dei secoli la gloria del regno celeste al posto di cose terrene e transitorie, i beni eterni al posto dei caduchi e vivrai nei secoli dei secoli.
24. Ti saluto, carissima sorella  e, per merito del Signore tuo sposo, signora, 25. e studiati di raccomandare  al Signore nelle tue  devote orazioni me e le mie sorelle, tutte piene di gioia per  il bene  divino che  egli opera in te per sua grazia.
26. Raccomandaci anche, e istantemente, alle tue sorelle.

 
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