Lettera terza - Clarisse Perugia

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Lettera terza

Storia > Lettere ad Agnese di Praga

1. Alla signora in Cristo veneratissima e amabile al di sopra di ogni mortale sorella Agnese, sorella germana dell' illustre re di Boemia, ma oramai sorella e  sposa del sommo re dei cieli, 2. Chiara, umilissima e indegna ancella di Cristo e serva  delle povere signore, esprime  la gioia di darle il saluto nell'autore della salute e quanto di meglio si possa desiderare.
3. Alle notizie della tua prospera salute, della  tua ottima condizione  e  dei robusti risultati che,  sento dire, ti sollecitano nella corsa verso la conquista del  premio celeste, mi  sento piena di tanta gioia, 4. e tanto più mi si rallegra il respiro per esultanza nel Signore, in quanto mi rendo  conto con ferma persuasione che supplisci mirabilmente al difetto mio e delle mie sorelle nell'imitare  Gesù Cristo povero e umile.
5.Veramente posso gioire e nessuno potrebbe distogliermi da una simile gioia, 6. perché ho già acquisito quanto ho maggiormente desiderato di avere sotto il cielo: infatti ti vedo sostenuta da una, per così dire, facoltà meravigliosa  di sapienza che si sprigiona dalla stessa bocca di Dio, e ti osservo scalzare in modo terribile e imprevisto le astuzie di un nemico pieno  di furbizia, e la superbia, rovina  della natura umana, e la vanità che gonfia i cuori degli uomini. 7. E ancora ti vedo stringere a te, con le braccia della povertà e umiltà e con la forza della fede, il tesoro incomparabile nascosto nel campo del mondo e del cuore umano, quello con cui si acquista quel tale che tutto trasse dal nulla. 8. E così, per dirla in modo migliore con le parole dell'apostolo, ti giudico coadiutrice dello stesso Dio e sostegno delle membra vacillanti del suo corpo ineffabile.
9. Chi allora potrà  impormi di non gioire in presenza di così numerose e mirabili gioie?
10. Gioisci dunque sempre  anche tu nel Signore, o carissima, 11. né ti avvolga nebbia di amarezza, o dilettissima signora in Cristo, gioia degli angeli e corona delle sorelle.
12. Posa la tua mente davanti allo specchio dell'eternità,
     posa la tua anima davanti  allo spendore della gloria,
13. posa il tuo cuore davanti alla figura della divina sostanza e, contemplando, trasformati tutta nell'immagine della sua divinità, 14. così  che anche tu senta ciò che sentono gli amici gustando la dolcezza nascosta che Dio fin dal principio ha riservato a chi lo ama.
15. E mettendo da parte le cose che in questo mondo bugiardo e inquietante incatenato i suoi ciechi amanti, ama esclusivamente colui che ha dato tutto se stesso per amor tuo. 16. Sole e luna ammirano la sua bellezza; il pregio delle sue ricompense è incomparabile, la loro grandezza smisurata. 17. Parlo del figlio dell'altissimo, che la Vergine partorì restando vergine.
18. Unisci alla dolcissima madre di lui, la quale generò un figlio tale che i cieli non potevano contenere, 19. eppure lei lo raccolse nel piccolo  chiostro del suo utero santo e lo portò nel suo grembo di fanciulla.
20. Chi non avrà in orrore le insidie del nemico dell' uomo, che con il miraggio opulento di cose caduche e glorie bugiarde tenta di ridurre in nulla ciò che è maggiore del cielo? 21. Ecco, è ormai chiaro che, per grazia divina, la più degna fra le creature, l'anima dell'uomo fedele, è maggiore del cielo, 22. poiché i cieli con il resto del creato non possono contenere il  creatore, mentre solo l'anima fedele è sua dimora e sede, e ciò unicamente in ragione della carità di cui gli empi sono privi, 23. come afferma la verità stessa: Chi ama me sarà amato da mio padre, e io lo amerò, e verramo da lui e in lui fisseremo la nostra dimora.
24. E allora, come fece materialmente la gloriosa vergine delle vergine, 25. così anche tu seguendo le sue tracce, quelle specialmenete di umiltà e povertà, senza dubbio lo potrai portare sempre spiritualmente nel  tuo seno casto e verginale, 26. contenendo colui  dal quale e tu stessa e il tutto sono contenuti, possedendo quella cosa che, a paragone dei possessi di questo mondo, più saldamente  è posseduta.
27. In ciò s'ingannano i re e le regine di questo mondo, 28. che pur elevandosi nelle loro ambizioni fino al cielo, toccando con le loro teste  le nubi, alla fine si perdono convertiti in sterco.
29. Intorno alle  cose su cui mi hai  chiesto un parere, 30. cioè, se ho ben capito il tuo pensiero, quali sono le feste che eventualmente il nostro  glorioso padre san Francesco ci consigliò di  celebrare con minor rigore alimentare, ho pensato di rispondere alla tua carità in questo modo. 31. Sappia la tua prudenza che, a  parte le deboli e le ammalate, circa le quali ci ammonì istantemente di usare, in fatto di alimenti, ogni larghezza a noi possibile, 32. nessuna di noi, se sana e robusta, dovrebbe mangiare cibi non  conformi al regime quaresimale, sia in  giorni feriali che festivi, digiunando quotidianamente, 33. tolte le domeniche e il  natale del Signore, dove dovremmo mangiare due volte. 34. Ugualmente i giovedì del  tempo ordinario ciascuna  può  fare a sua scelta, in modo che chi non voglia non  sia tenuta a  digiunare.
35. Tuttavia noi, se in buona  salute, digiuniamo volontariamente ogni giorno, fuorché a natale e di domenica.
36. Nondimeno, in tutte le pasque, come dice uno scritto di  san Francesco, e nelle feste di  santa Maria e dei santi apostoli non siamo tenute a digiunare, fuorché quando cadono di venerdì .
37. Tenuto presente, come detto sopra, che noi,  sane e robuste, sempre mangiamo cibi quaresimali.
38. Siccome però la nostra carne non è di bronzo e la nostra robustezza non è di sasso, 39. anzi siamo fragili ed esposte a ogni debolezza di corpo, 40. ti prego istantemente nel Signore, o carissima, di  tirarti indietro con saggezza ponderata da una tal quale esageratà e impossibile austerità  alimentare, nella quale ti sei istradata. 41. Questo  perché rimanendo in vita, lodi il Signore, e gli renda un ossequio ragionevole e il tuo sacrificio si sempre condito di sale.
42. Stai sempre bene nel Signore, nella misura  in cui  io lo desidero per me, e raccomanda sia me stessa che le mie sorelle alle tue sorelle  consacrate.

 
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