Testimonianze 2016 - Appuntamenti, racconti, news - Clarisse Perugia

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Testimonianze 2016

Pubblicato da in giovani e vocazione ·


“Una Settimana con Dio”
 

Molte persone ci hanno chiesto come è andata l’esperienza fatta
dal 1 al 6 agosto 2016.
 
Vorremmo che ascoltaste la risposta direttamente dal alcune di loro.  Vogliamo anche condividere con te che leggi questo incontro di fede, perché il Volto della gioia possa raggiungere il tuo desiderio di amare e di essere amato.
 

      Claudia racconta:

 
Ne avevo proprio voglia. Avevo proprio bisogno di trascorrere una "settimana con Dio"; dopo che, durante l'anno accademico, ero stata costretta, seppur mal volentieri, a ridurre notevolmente il tempo passato con Lui.
 
Dopo aver girato un po' sul web, leggo di una proposta rivolta a noi ragazze dalle clarisse di Perugia. Non sapevo ancora molto, non avevo mai neanche conosciuto alcuna clarissa, nonostante fossi sempre stata attratta dal carisma di Francesco e Chiara, per la semplicità di vita e cuore che ho poi ritrovato nelle clarisse del monastero. È stato il titolo dell'esperienza quello che mi ha convinto, del tutto, a scrivere per richiedere informazioni. Sono state ancora quelle le parole con cui ho spiegato ai miei ciò che sarei andata a fare - andavo a trascorrere una settimana con Dio.
 
I giorni immediatamente precedenti alla partenza sono stati i più brutti, tutto sembrava volesse spegnere l'entusiasmo che avevo avuto fino ad allora, al pensiero di trascorrere del tempo con Gesù.
 
Cosa pensavo di trovare? Rigidità, "clausura" fisica e mentale, forse, sarebbero state tutte avanti con l'età; come sarei riuscita a condividere dei momenti con loro?
 
È stata una grande sorpresa scoprire, invece, il contrario. Le clarisse mi hanno sorpresa sin dai primi momenti di condivisione. Ciò che non ho potuto fare a meno di pensare al vedere la disponibilità, la gentilezza che trasparivano dai loro volti, è stato che, non avevano di certo perso quella che mi piace definire " la dolcezza di una madre". Nonostante la clausura, chi è che era in gabbia? Noi o loro?  
 
Il nostro programma giornaliero era molto simile al loro; c'erano la meditazione sulla Parola con cui aprivamo la giornata, le lodi, la Messa, l'ora terza che risuonava, quella sesta che invitava, e quella nona che chiamava - così, a me ed alle mie compagne divertiva richiamarci alla media - in più, avevamo la lectio su alcuni dei temi più cari alle clarisse, vespri e compieta dopo cena.
 
La giornata era inoltre scandita da alcune ore di "lavoro", ma più che lavoro, a noi tutte sembrava essere l'opportunità per scambiare due chiacchiere in compagnia, dilettandoci a lavorare ceri, immaginette e cuoio! Quasi non ci siamo accorte del passare di quelle ore e, nonostante fossi sempre io la peggiore nel lavoro manuale, la clarissa con cui ho lavorato per un primo tempo, Caterina, riusciva sempre, con modi gentili, ad incoraggiarmi nel continuare a provare, nascondendo, forse, una parte della verità sulla qualità del mio lavoro!
 
Ho avuto il piacere di conoscere altre di loro, di approcciarmi specialmente a coloro che avevano il compito di guidare la lectio; Agnese che è riuscita a tranquillizzarmi nelle prime ore di arrivo in monastero, Sara che trovava sempre il tempo, durante la giornata, per passare a chiederci se avevamo bisogno di qualcosa, la diplomatica Speranza che si sforzava nel rispondere a tutti i nostri dubbi, e Maria Chiara che si preoccupava di intrattenerci durante i pasti. Tra le più anziane c'era chi usava salutaci tra le grate, ad indicare la gioia di averci lì con loro; quasi come se la nostra presenza fosse per loro importante anche senza aver potuto avere un incontro fisico.
 
Ho poi scoperto che avevano avuto una settimana di preghiera per il nostro arrivo!
 
 
In quei giorni, sono state loro a guidarci; ciò che tocca fare a me, ora, è imparare a vivere, attraverso la mia quotidianità, quel Gesù che ho imparato a conoscere lì. Quel Gesù che, quando mi sembrerà di sentire di nuovo lontano perchè presa dal mio "dovere" quotidiano, continuerà a ripetermi, come Alfonso M. de' Liguori insegna: " anche se ora non sei davanti a Me, ti basti che io mi servo di te".
 
 
Forse, dunque, è davvero il caso di tornare a leggere quell'esortazione di Francesco, e di imparare a guardare in maniera diversa alla - vita de fore, ka quella dello spirito è migliore - .
 
 
 
       
          
           Maria Cristina racconta:
 
                                                           
                                                                       
Viaggi sono i viaggiatori. "Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo" (F.P.).    E' proprio così: quando si parte per un viaggio ci si prepara, anche se fino all'ultimo ci sembra di aver dimenticato qualcosa. Non si sta nella pelle nell'attesa della partenza e quando giunge, il brivido dell'avventura ci attraversa, soprattutto se quell'avventura è dentro di noi, se la meta è il nostro cuore e se quella partenza apparentemente soddisfatta dall'arrivo diviene un inizio. Si scopre   allora che quella era un'attesa abitata, che quella sensazione di aver dimenticato qualcosa era una inconsapevole disposizione dell'animo a lasciare qualche falsa certezza di cui forse non abbiamo bisogno.
  
Così è iniziato il mio "viaggio" in questa   stupenda avventura apparentemente durata 6 giorni ma il cui vissuto è rimasto   così impresso sulla mia persona che ancora ne gusto il sapore. Inizialmente   pensare di "stare" 6 giorni in monastero (anche se nella   foresteria) non mi lasciava senza perplessità, primo perché è sempre un monastero di clausura (come interagiranno le suore da dietro la grata? Come arriveranno fino a noi? Mi chiedevo..), secondo perché i ritmi del programma sembravano così lontani da quella che è la mia vita di tutti i giorni e terzo, devo ammettere,anche un po’ di timore di essere messa "a nudo" di fronte a persone che non conoscevo e di fronte alle monache   stesse.
  
Meno male che è solo l'essere umano a farsi queste   congetture mentali perché Dio è talmente tanto totalmente Altro che salva   sempre l'uomo dalla palude cui si va a impantanare, per mostrargli quale   bellezza salverà il mondo.
  
Ebbene questa bellezza, questo gusto delle cose di Dio mi ha investito proprio in quei giorni, dove i ritmi sembravano scanditi da un tempo "senza tempo", custodito da un luogo che racchiude il mistero di una profonda intimità tra un Padre e un figlio più semplicemente tra Dio e me.
  
Tutto questo grazie credo a una relazione che si  innesca durante la preghiera "continua", dico continua perché l'esperienza che ho fatto è stata sì quella di ritrovarmi a pregare in degli orari precisi e frequenti in chiesa insieme ad altre compagne di viaggio ma anche "fuori" da questi momenti definiti.
  
La relazione   con Lui non si è mai interrotta anzi in maniera quasi naturale ogni azione, ogni  lavoro, sembrava convergere verso questa relazione: e mi sono chiesta ma questo non vuol dire amare e sentirsi amati?! L'amore è qualcosa che l'uomo per fortuna non può razionalizzare e che quanto lo investe annulla tutto se stesso, perché in realtà non lo annulla ma lo rapisce a 360 gradi a tal punto che gli cambia la vita, diventa la sua.
  
Quando sono stata innamorata di qualcuno il mio ragazzo era realmente l'altra metà di me perché era il mio completamento perché ero rapita dall'amore che provavo per lui. Al monastero ciò che ho provato è stato qualcosa che mi ha stupito ulteriormente, perché un ragazzo lo vedi, lo tocchi, ci vai a fare un giro. Lì è l'amore stesso che mi ha toccato, che ha raggiunto tutte le mie fibre, tutte le mie cellule senza che io potessi toccarlo in maniera tangibile, empirica, è veramente un mistero, un mistero d'Amore che raggiunge un'intimità tale da non sapere dove finisci tu e inizia Lui, non c'è bisogno di andare a fare un giro perché si è già raggiunti.
  
Entrare in contatto diretto con il monastero è stato proprio dare forma a questo incontro, anche perché è stato un incontro che ha generato comunione tra tutte quelle come me che stavano vivendo quei giorni, comunione che ha predisposto all'apertura di se stessi nel rispetto di ciascuno. Anche le suore che ci hanno accompagnato sono state testimoni dell'Amore gratuito, incondizionato e autentico  nel silenzio di chi serba tutte le cose nel cuore. Maria docet!
  
È una grazia credo sperimentare una tale comunione   con persone che non conosci e che (tranne quelle che ci facevano il corso) addirittura non vedi ma di cui senti tutto l'amore col quale si stanno prendendo cura di te, senza trascurare nessun dettaglio. Una cena può essere pronta ma se è preparata con amore si sente, si vede idem per la tavola ecc.. giusto per fare qualche esempio   banale.
  
Inoltre ciò che mi ha letteralmente impressionato è la loro semplicità, sembra una frase fatta ma in realtà non trovo parola   migliore.
  
Non sono molto dentro il francescanesimo ma vivere la naturalezza di se stessi, di ciò che avviene, di ciò che si sperimenta nel cuore, della comunione fraterna non solo di quello che si ha ma anche di quello che si è mi fa fermare a pensare: “ ma queste qua dentro lo vivono   veramente!”
  
Tutto poi supervisionato da una libertà senza pari, a partire dalla libertà del perdono del 2 agosto dal quale nella riconciliazione ti lasci svuotare da ciò che non serve e ti senti amato come figlio da Chi ti ha da sempre pensato, desiderato, scolpito in ogni particolare, perché ti ha voluto così, sì proprio così, così come sei e non in un modo diverso. Bello aver vissuto questa "festa" in un luogo francescano, in una "famiglia" clariana sotto lo sguardo di Maria che in quell'icona nella Chiesa del monastero faceva da ponte oltre la grata.
  
È stata davvero un'esperienza unica per certi versi singolare senza l'ansia da prestazione, senza aver la pretesa di tornare a casa da teologi, senza forzature, senza illusioni. Semplicemente il dono reciproco di quello che si è e  di quello che si ha e di quel tocco misterioso nell’abisso del cuore che dà   senso all’esistenza.
  

  
  


1 commento
Voto medio: 115.0/5
Susanna
2016-09-26 15:09:17
Quando ieri l'ho letto su Facebook mi ha colpito molto..
Il Signore fa meraviglie!!! Siete dei grandi strumenti di Dio!!!

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